L'ordine di Milano risponde con fermezza alla FNOMCeO |
In tema di collaborazione tra le nuove e diverse professioni sanitarie e sui tentativi di "erosione" della professionalità del medico l'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano ha espresso una posizione forte con un documento in risposta al documento della FNOMCeO del 17/06/2010.
Dalle parole del Presidente di Milano Ugo Garbarini emerge una posizione netta e chiara, scaturita in seguito ad una riunione del Consiglio di tale Ordine, a riguardo del paragrafo del documento della FNOMCeO sul "ruolo e funzione del medico nelle equipe multiprofessionali", giudicato troppo debole e, a tratti, ambiguo. Il Consiglio di Milano ritiene necessario che il documento venga riformulato nei termini di una minore tolleranza e di un maggiore orgoglio dell'essere medici e del valore dell'atto medico, posizione questa pienamente condivisa all'interno del SIMeMM.
Riportiamo di seguito i tratti salienti di tale lettera:
"E' pur vero che la FNOMCeO esprime in tale scritto una (condivisibilissima) preoccupazione
per l'erosione dei confini della professione medica da parte di professioni tra le più varie, soprattutto nell'ambito delle "sperimentazioni" che si stanno conducendo in alcune regioni del
nostro Paese. Tuttavia, il Consiglio ha espresso il suo totale dissenso a compromessi che
comunque possano portare a validare forme di sperimentazione (che nel documento in
questione si danno come in imminente "trasferimento da una condizione sperimentale ad una a regime") che attribuiscano a professioni non mediche la potestà di diagnosi e di cura.
A nostro avviso la strada da intraprendere è tutta un'altra:
La Federazione in primis e gli Ordini Provinciali in secundis devono farsi garanti di
un'alleanza terapeutica forte tra medico e paziente, ove il terapeuta sia un medico ben
preparato, aggiornato e che operi in un ambiente di cura sicuro e controllato. Per far questo è
necessario che gli Ordini si aprano alla gente (e ai media) ed il loro ruolo venga rilanciato (e non
mortificato) da eventuali progetti di riforma.
Al contrario non è accettabile (rectius: non è assolutamente sufficiente) che la Federazione e gli Ordini vigilino "solo" sul fatto che almeno si preservi la leadership medica nell'ambito di
fantomatiche equipe multiprofessionali ove i medici si troverebbero ad avallare le decisioni
prese da "altri", magari assumendosene anche le relative responsabilità medico-legali. Questa è una strada di relativamente facile percorribilità ma che non potrà che portare allo svilimento del
ruolo del Medico e degli Ordini dei Medici".
Le parole sono nette e chiare, pienamente condivisibili e si inseriscono appieno nella linea tenuta dal SIMeMM in questi anni, dimostrando come il nostro sindacato sia stato efficace nell'interagire con le istituzioni preposte alla salvaguardia della pratica medica in generale e della Medicina Manuale Osteopatica come disciplina medica più nello specifico.
Postato il Thursday, 15 July @ 07:40:21 CEST di admin
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