SALUTE E MEDICINA MANUALE
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La medicina Manuale: perchè MEDICINA
di Stefano Alzeni e Marco Cappugi




La Medicina Manuale è una Disciplina Medica, i cui obiettivi sono la Diagnosi, il trattamento e la prevenzione dei cosiddetti disturbi funzionali reversibili dell’apparato locomotore.

Le “tappe obbligatorie” della Medicina Manuale
La tappa diagnostica comprende l’esecuzione obbligatoria di due diagnosi:
- una diagnosi medica convenzionale, a fine eziologico, che include anamnesi, esami clinici e paraclinici (biologici, radiografici, RMN, ecc. ):
- una diagnosi palpatoria specifica, esclusivamente manuale, a fine topografico.
La tappa terapeutica include:
- trattamenti medici convenzionali, quali farmaci, infiltrazioni, ecc.:
- trattamenti manuali specifici, quali il trattamento dei tessuti molli, le manipolazioni vertebrali propriamente dette, ecc.
La prevenzione delle recidive è strettamente dipendente dalle conclusioni diagnostiche.

Le manipolazioni
Le manipolazioni sono manovre ortopediche precise, mobilizzazioni al limite estremo del movimento passivo di un’articolazione. Sono state proposte ed utilizzate in campo terapeutico dalla seconda metà dell’Ottocento, dalle scuole osteopatiche e chiropratiche americane e diffuse anche in Europa, spesso in maniera non codificata e su basi e per scopi talvolta fantasiosi, ma anche in grado di stimolare l’attenzione dei Medici per i risultati positivi ottenibili.

Grazie al Prof. Maigne
Dobbiamo al Prof. Maigne ed ai Suoi Allievi dell’Hotel Dieu di Parigi, l’utilizzazione delle manovre manipolative per scopi antalgici, dopo una lunga disamina clinica e sperimentale dei meccanismi che regolano la genesi del dolore di origine vertebrale. Tra i molti contributi fisiopatologici, diagnostici e clinici apportati dalla scuola del prof. Maigne, la “Regola del non dolore e del movimento contrario” è, da noi allievi, considerata la Regola d’Oro per ottenere il massimo risultato possibile dalla terapia manipolativa nei dolori di origine vertebrale. Si tratta di un contributo originale basato sul concetto che, per liberare in modo meccanico e riflesso il nervo spinale dalla compressione determinata dalla contrattura antalgica della muscolatura intervertebrale omolaterale, si debba indurre un potente riflesso inibitore della contrattura stessa mediante l’attivazione massiva dei recettori periarticolari controlaterali che scaturisce dalla Manipolazione Vertebrale. Il movimento breve e forzato dell’impulso manipolativo determina una scarica afferente ad alta frequenza che sarebbe in grado di riprogrammare i centri midollari dei riflessi miotattici (non controllabili dalla volontà del paziente per l’esiguità dalle vie extrapiramidali) che regolano il tono della muscolatura inter- e para- vertebrale. Questa teoria, suffragata dalle osservazioni cliniche, ha delle applicazioni pratiche codificate in base alle risultanze dell’esame vertebrale statico e dinamico e dell’esame segmentarlo di Maigne: semeiotica manuale semplice, precisa, inequivocabile e perfettamente ripetibile (quindi non operatore-dipendente), che permette di evidenziare la Disfunzione Dolorosa Intervertebrale Minore (DDIM) che è la sede di origine del dolore. Queste manovre semeiologiche permettono di costruire il pratico “Schema a Stella”: si evidenziano così con precisione le direzioni in cui poter imprimere l’unico movimento manipolativo utile possibile. Se l’atto manipolativo è ben condotto e preciso, si assisterà alla netta riduzione del dolore e della rigidità muscolare segmentaria, ed alla riduzione delle alterazioni tissutali correlate (SCPM). Inoltre si instaura una riprogrammazione posturale del rachide che proseguirà nei trattamenti manipolativi successivi con un risultato terapeutico duraturo.

L’esame semeiologico
Da tutto ciò consegue che un trattamento Manipolativo ben condotto non può non essere preceduto da un esame semeiologico attentamente condotto, che conduce ad un’accurata Diagnosi Medica, consentendo d’individuare le indicazioni e le controindicazioni del gesto Manipolativo da (eventualmente) somministrare da parte dello stesso Medico che pone la Diagnosi. Al giorno d’oggi, ed alla luce di quanto suesposto, non è più giustificabile demandare l’esecuzione del trattamento manipolativo del Dolore a personale non Medico, che non può porre la Diagnosi, imprescindibile dal successivo atto terapeutico. Inoltre la manipolazione non ha ragione di essere una Monoterapia; può e deve essere invece considerata qual è: un’Arma formidabile di diagnosi e terapia del Dolore nelle mani di Medici Esperti che la integrano (con pari dignità) alle altre Armi che la Medicina mette a loro disposizione.

di Stefano Dott. Alzeni e Marco Dott. Cappugi









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Pubblicato su: 2008-05-06 (477 letture)

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